HEARTLAND DISTRIBUITO: VERSO UNA GEOPOLITICA MULTIPOLARE
Occorre discutere di un problema geopolitico che, a mio avviso, è centrale nella costruzione di un mondo multipolare. Chi conosce la geopolitica sa che una delle leggi o concetti principali della geopolitica è la nozione di Heartland. Tutte le scuole classiche di geopolitica – compresi i modelli di Mackinder, Spykman, Haushofer, Brzezinski, ecc. – riconoscono un profondo dualismo tra l’Heartland – il Continente, la Civiltà della Terra – e la Civiltà del Mare, incarnata oggi dal mondo anglosassone, in primo luogo dagli Stati Uniti e dalla loro politica marittima. La Civiltà del Mare, o Sea Power, cerca di circondare l’Heartland – il Continente, l’Eurasia – dal mare e di controllare i suoi territori costieri. Il Sea Power cerca di scoraggiare lo sviluppo dell’Heartland, realizzando così il suo dominio su scala globale. Come disse Mackinder, “chi controlla l’Europa orientale, controlla l’Heartland, e chi controlla l’Heartland, controlla il mondo”. Questa idea è stata successivamente sviluppata da Spykman in: “Chi controlla il Rimland (la zona costiera dall’Europa alla Cina e al Sud-Est asiatico), controlla l’Heartland, e chi controlla l’Heartland, controlla il mondo”.
