Dugin e Chomsky ovvero Voltaire e l’Illuminismo immaginario
In queste ultime ore le alterne vicissitudini della filosofia mondiale hanno creato un certo disorientamento tra gli appassionati della materia, sfatando non pochi luoghi comuni, oramai sedimentati nel comune sentire. Ci riferiamo al tour italiano del filosofo e politico russo Aleksandr Dugin in ben 15 località del bel Paese, disseminato di proteste, di intimidazioni, di isterica indignazione giacobina verso colui che osa – insieme ai suoi estimatori italiani – propugnare una visione del mondo non omologata al pensiero unico globalista, e, per tale ragione, passibile della più oscurantista delle censure. E’ saltato l’incontro all’Università di Messina, dopo le solite accuse di razzismo e di filonazismo, senza che, chi tale invettive decreta e rilancia, abbia la minima compiacenza di notare come il filosofo russo appartenga ad una Nazione, di cui sarebbe l’ideologo, che in pompa magna poche settimana fa, nella celebre Piazza Rossa, ha solennemente celebrato la sua Guerra Patriottica, cioè la propria vittoria contro le truppe dell’Asse: cortocircuiti delle sinapsi neuronali…
